sabato 27 agosto 2011

"I am no bird; and no net ensnares me: I am a free human being with an independent will..."


















(Jane Eyre Editorial #1 by Autumn Rose Northcraft)

Women are supposed to be very calm generally: but women feel just as men feel; they need exercise for their faculties, and a field for their efforts as much as their brothers do; they suffer from too rigid a restraint, too absolute a stagnation, precisely as men would suffer; and it is narrow-minded in their more privileged fellow-creatures to say that they ought to confine themselves to making puddings and knitting stockings, to playing on the piano and embroidering bags"
(Charlotte Brontë, Jane Eyre)

Eccomi di nuovo qui a parlare di libri...
Ho una lista infinita di romanzi ancora da scoprire che ogni giorno si allunga sempre di più! Chissà quando troverò il tempo. Dovrei pormi una sfida come quella che si è posta Iris (http://irisonbooks.wordpress.com/)!

Quest'estate però credete, non sono stata con le mani in mano! Tra i milioni di libri che mi mancavano, ho finalmente letto Jane Eyre, il capolavoro di Charlotte Brontë. Inutile dire che l'ho trovato meraviglioso. Qualche anno fa avevo visto la trasposizione cinematografica con Charlotte Gainsbourg e non ricordo se mi fosse piaciuta o meno. Ma il libro...! Lo stile, le immagini, le riflessioni che si susseguono nel romanzo sono uniche. E poi, leggerlo in lingua originale è tutt'altra cosa! Le traduzioni non sempre riescono ad eguagliare la bellezza di alcune espressioni o l'ambiguità di uno scambio di battute tra due o più personaggi. Leggere le stesse parole che Charlotte ha scritto più di 150 anni fa mi ha procurato brividi di entusiasmo e un senso di vicinanza, di intimità indescrivibili.
Non vedo l'ora di parlarne all'esame (uno dei romanzi su cui si è basato il corso di Letteratura Inglese Contemporanea era proprio questo) e di discutere di quanto prezioso sia Jane Eyre. Durante la lettura e dopo averla conclusa ho voluto guardare l'ultimo film ispirato ad esso, quello con Mia Wasikowska e Michael Fassbender: nonostante molte scene siano state riprodotte fedelmente, l'intera relazione tra Jane e i fratelli Rivers è stata rappresentata molto male, non dando abbastanza spazio ai lunghi dialoghi presenti invece nel libro, e omettendo addirittura il loro legame familiare... Indimenticabile, però, il John Rochester dipinto da Fassbender.

Il link che ho postato qui sopra rimanda ad un intero sito dedicato alle illustrazioni che sono state create riguardo Jane Eyre, ve lo consiglio. :)

Buona lettura!

venerdì 13 agosto 2010

Scarabocchio dal mio taccuino


Perchè non godere dell'arte?

L'Arte è un lusso che riempie il cuore, un qualcosa che brilla e ci rischiara dalla nostra solitudine o tristezza o noia. E' un'analisi della natura, umana e non solo, condotta dai sentimenti degli uomini, il frutto delle loro riflessioni e di ciò che hanno subito o provato o rischiato di perdere. E' magia reale. E' la fantasia e una presa di coscienza. E' la catarsi.

E' una droga. E' la migliore droga. Perchè ci si può perdere in un libro, in un film, in una musica, in un'opera d'arte. Contemplazione soggettiva non per forza passiva.

E nel frattempo non rinuncerei mai alla vita, agli altri piaceri della vita, quelli concreti: mangiare, bere, amare, correre, respirare, sentire il sole sulla pelle, scottarsi, coprirsi con una coperta, dormire, andare in bici, scrivere, leggere, ballare, cantare, ridere, sorridere, piangere, commuoversi...è tutto indispensabile.

Eppure anche godere dell'arte, per me, è necessario.
E' un piacere a cui non voglio, non saprei, non potrei rinunciare.

Sì, forse è una droga. ;)

lunedì 17 maggio 2010

Letture vampiresche


Dopo aver finito di leggere "Evermore" di Alyson Noël, che mi ha lasciata alquanto delusa (vedi recensione su Anobii), eccomi a riprendere in mano "Pandora" della meravigliosa scrittrice Anne Rice, che adoro da quando ho aperto la prima pagina di "Intervista col vampiro" e ho conosciuto affascinanti personaggi come Louis, Armand, Lestat soprattutto, il ribelle, la rock star, il vampiro che ha osato più di tutti. E adesso continuo il mio percorso con la versione originale americana, comprata a pochissimo in un mercatino dell'usato (di quelli che piacciono a me), che ha tutta l'aria di essere un altro capolavoro. Vi consiglio vivamente la lettura della Rice, ha una sorprendente capacità di avvicinare il lettore e fargli vivere sensazioni, vedere luoghi, immaginare sguardi... Tenendo conto che scrive il suo capolavoro nel 1976, questo che sto leggendo non è troppo recente, è del 1998 (avevo 8 anni!) ma la sua magia non cambia. Quando avrò completato tutti i libri della Rice allora potrò fare un confronto con Stephenie Meyer e Lisa Jane Smith -che, tra parentesi, sono curiosa di leggere. Posso soltanto dire che sono stili completamente diversi. L'eleganza della Rice non può competere con la freschezza e attualità della Meyer. Da leggere anche "La regina dei dannati", da cui hanno tratto un film non proprio apprezzato nè dall'autrice, nè dalla critica; il Lestat più credibile, però, è quello interpretato da Tom Cruise nell'omonimo titolo del primo romanzo delle Vampire Chronicles. Ultima chicca: fino al 2006 a Broadway era in scena "Lestat the musical", basato su gran parte del lavoro artistico di Anne Rice, con brani scritti da Elton John. Da appassionata e di vampiri e di musical, non potevo non dirlo!

sabato 15 maggio 2010

Tesori da non perdere


A book is a garden, an orchard, a storehouse, a party, a company by the way, a counselor, a multitude of counselors. (Charles Baudelaire)

Un libro è un giardino, un frutteto, un tesoro, una festa, una compagnia lungo la strada, un consigliere, una moltitudine di consiglieri.

E' proprio vero: quante volte un libro ci è stato amico, ci ha dato grande aiuto, ci ha tirato su il morale o ci ha ispirato a qualcosa di bello o di buono? Non sono solo gli scrittori e le scrittrici a parlarci, a parlare di sè, ma i libri parlano anche di noi. Ed è la nostra fantasia che aiuta a dare forma, colore e carattere ai personaggi, ad immaginare i luoghi, a respirare i profumi e a sentire il vento e il freddo, il sole sulla pelle, la pioggia che inzuppa i vestiti... Meravigliose le sensazioni che ci regalano i libri. Dei veri e propri tesori.

venerdì 14 maggio 2010

Un'emozione ad ogni pagina

Eccomi qui, con un altro blog! Sì, perchè dovete sapere che tengo altri due blog in lingua inglese, uno che riguarda la mia vita e le mie passioni (Life is a musical!), l'altro che parlerà di Arte in tutte le sue forme e colori (Art can save us) e infine questo che sto aprendo in questo momento, come se aprissi un nuovo librone intonso, con ancora mille e mille pagine bianche su cui scrivere le mie annotazioni fortemente ponderate, o frettolose, insomma una specie di piccolo Zibaldone dei miei pensieri, soprattutto recensioni di libri che ho letto, leggo e leggerò.

Ho già una libreria su Anobii, ma sento di aver bisogno di uno spazio in cui chiacchierare di letteratura (anche da sola), perchè tutto ciò che i libri mi hanno dato non svanisca nel nulla, col passare del tempo. Penserete che io sia una pazza, che non dovrei perdere così tanto tempo, che non dovrei essere così egoista e altre cose di questo tipo. La verità è che ho paura del tempo che passa. Ho paura di non riuscire a fare, leggere, vivere nella misura in cui vorrei. Non c'è mai abbastanza tempo per imparare le cose, oppure lo impiego male. In ogni caso, quello che leggo lo scriverò qui, per far sì che rimanga.